Le Castella

BAIA DEGLI DEI

LA FORTEZZA

La celebre fortificazione, di probabile origine magnogreca, protesa su di una piccola penisola sul mare. Una mareggiata negli anni 70 del 20 secolo ha scoperto sotto le fondazioni del castello sul retro lato est un grande muro della lunghezza di circa 40 m la cui tecnica di costruzione, con blocchi di calcare e piccoli riquadri in pietra disposti a scacchiera, ricorda molto da vicino quella utilizzata in un muro ellenistico di Velia: la sua datazione oscilla tra la seconda metà del IV° e gli inizi del III° a.C. Ciò fa pensare ad un antico muro frangiflutti oppure a quel che resta di una phrourion crotoniate, cioè un avamposto militare e scalo naturale per le imbarcazioni. La fortezza ebbe varie modifiche architettoniche nel corso dei secoli, a seconda dei governanti e delle esigenze difensive. Importantissime sono le monumentali cave di blocchi e di rocchi di colonna di età greca (VI-III secolo a.C.) sulla Punta Cannone e nell’area del porto. Da esse sono stati presumibilmente estratti i rocchi delle colonne del Tempio di Hera Lacinia, posto sul promontorio di Capo Colonna.

CAVE MAGNOGRECHE

In Punta Cannone, nella scogliera e nei dintorni del porto, vi sono le antiche cave di blocchi e di rocchi di colonna (VI-III secolo a.C.). Da esse sono stati presumibilmente estratti i rocchi delle colonne del Tempio di Hera Lacinia, posto sul promontorio di Capo Colonna e i materiali per la fortezza castellese. Sono infatti visitabili, percorrendo tutto il porto turistico, ricavato dalla cava di tufo, al termine del porto con l’invito di passerelle di legno, i resti della cava Magno-greca. Sulla destra si possono osservare resti di grossi mattoni di tufo di forma rettangolare e sulla sinistra quelli a forma cilindrica, il sistema di estrazione è evidente in questi, dopo aver scalpellato i cilindri venivano fatti quattro fori alla base sono evidenti nelle forme rimanenti, i quattro solchi dove venivano inseriti quattro cunei di legno secco, successivamente bagnati, consentivano il distacco del cilindro, ne sono presenti resti di alcuni spezzati al centro, quindi inutilizzabili. Secondo gli archeologi sono databili intorno al VI-III secolo a.C. non sono evidenti nella cava i resti del periodo estrattivo del castello XII-XIII secolo d.C., è evidente che è costruito con il tufo del luogo ma le estrazioni prossime a questo non hanno lasciato traccia.

LE SPIAGGIE

La costa castellese è composta da tratti di sabbia chiara alternati a tratti di scogliera in pietra “arenaria”. Partendo da sud la costa inizia con una lunga scogliera intervallata da piccole calette in sabbia grigia chiara, raggiungibili solo con delle imbarcazioni. La scogliera si interrompe a punta palombaro per far spazio alla “Spiaggia Grande” e “Spiaggia Piccola”, sdraiati sulla calda sabbia giallo ocra, si gode appieno il magnifico panorama della Fortezza Aragonese. La scogliera riprende possente innalzandosi in altezza (Punta Cannone) per terminare a ridosso del porto peschereccio. Più a nord, subito dopo la darsena, arriviamo alla “Spiaggia del Saraceno”, sabbia finissima grigia, e alla “Spiaggia di Santa Domenica”, sabbia fine rosata.

Le spiagge castellesi hanno un fondale molto basso, ideale per i bambini mentre le scogliere ricche di flora e fauna sono l’attrattiva per gli amanti del seawatching e della subacquea.

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